Una valutazione di impatto risponde principalmente a domande sulla salute della popolazione riguardo al probabile impatto di interventi pianificati sul territorio e, nel caso specifico, agli impatti dovuti ad un modificato quadro di qualità dell’aria. Le domande vanno dalla quantificazione del numero di eventi sanitari associato agli attuali livelli di inquinamento, ai potenziali benefici per la salute associati agli interventi futuri pianificati, ai potenziali svantaggi legati all’introduzione di una nuova fonte emissiva.
La procedura di valutazione di impatto sanitario si fonda quindi sul confronto tra due tipologie di scenari di esposizione della popolazione ai fattori di rischio in studio:
La differente esposizione della popolazione nei due scenari messi a confronto restituisce la variazione delle concentrazioni ambientali della quale si intende valutare l’impatto.
In sintesi, lo scenario controfattuale risponde alla domanda: che cosa accadrebbe alla salute della popolazione se il livello di esposizione fosse diverso da quello osservato?
La definizione dello scenario controfattuale caratterizza il quesito a cui si vuole dare risposta. La quantificazione del carico di malattia causato dalla presenza di un fattore di rischio ambientale (es. particolato atmosferico), piuttosto che la stima del guadagno di salute legato all’applicazione di una politica di riduzione del fattore di rischio ambientale, determinano la definizione e il perimetro degli scenari contro fattuali.
Ad esempio, se in una città la concentrazione media annua di PM2,5 è pari a 15 µg/m³ (scenario osservato), uno scenario controfattuale potrebbe ipotizzare una riduzione a 10 µg/m³ o a 5 µg/m³. Utilizzando le opportune funzioni di rischio derivate da studi epidemiologici, è possibile stimare quanti decessi o casi di malattia potrebbero essere evitati raggiungendo quei livelli. Analogamente nella stessa città può essere quantificato il beneficio di salute derivante dall’applicazione di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS) che riduce l’esposizione della popolazione al PM2.5.
Lo scenario controfattuale non ha quindi una funzione puramente descrittiva, ma è uno strumento operativo che può permettere di:
In questo senso, lo scenario controfattuale è uno degli elementi che rendono la VIS uno strumento di governance e prevenzione.
La definizione dello scenario controfattuale è una fase cruciale della VIS e deve essere esplicita, trasparente e coerente con gli obiettivi dell’analisi.
Gli approcci più utilizzati possono essere ricondotti a quattro categorie.
Uno degli approcci più diffusi consiste nel definire lo scenario controfattuale sulla base di valori guida per la salute proposti da organismi internazionali, in particolare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).
Le WHO Air Quality Guidelines indicano livelli di concentrazione degli inquinanti al di sotto dei quali il rischio per la salute è considerato significativamente ridotto, pur riconoscendo che per alcuni inquinanti non esiste una soglia di sicurezza assoluta.
In questo caso, lo scenario controfattuale assume che l’intera popolazione sia esposta a concentrazioni non superiori al valore guida. La VIS stima quindi quanti eventi sanitari sarebbero evitati se tale valore fosse raggiunto. Questo tipo di scenario ha un forte valore normativo e di advocacy, perché collega direttamente gli impatti sanitari alle raccomandazioni dell’autorità sanitaria internazionale.
Ad esempio, gli standard proposti dal WHO sono utilizzati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente per stimare la proporzione di popolazione esposta a valori di inquinamento atmosferico pericolosi per la salute e il numero di decessi che sarebbero prevenibili/evitabili se tali standard fossero rispettati.
Un secondo approccio utilizza come scenario controfattuale i limiti normativi vigenti, ad esempio quelli definiti dalla legislazione europea sulla qualità dell’aria.
In questo caso, lo scenario controfattuale è utile per:
Un terzo approccio, molto utilizzato nelle valutazioni a supporto delle politiche pubbliche, consiste nel costruire scenari controfattuali associati alle misure proposte per il raggiungimento di specifici target di qualità ambientale (limiti normativi, valori obiettivo).
Gli scenari emissivi possono avere finalità differenti e, in base agli interventi e alle situazioni prese in considerazione e all’orizzonte temporale a cui si riferiscono, distinguersi in:
A questi, viene spesso aggiunto un ulteriore scenario:
La scelta dell’orizzonte temporale influenza direttamente la complessità della costruzione di scenari evolutivi, dal momento che occorre considerare l’evoluzione delle emissioni nel nuovo contesto socio-demografico ed ambientale che andrebbe ad attuarsi in presenza/assenza degli interventi.
Questo tipo di scenario è particolarmente utile quando si vogliono valutare misure realistiche e graduali, come l’introduzione di una zona a traffico limitato, il rinnovo del parco veicolare o interventi sull’efficienza energetica. In questi casi, lo scenario controfattuale non rappresenta un obiettivo ideale, ma un cambiamento plausibile nel breve o medio periodo.
Una quarta categoria di utilizzo dello scenario controfattuale riguarda la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) applicata a singoli impianti industriali, esistenti o di progetto, nell’ambito delle procedure di autorizzazione ambientale.
In questo contesto, lo scenario controfattuale non è definito principalmente da un valore guida o da una riduzione percentuale uniforme, ma dal confronto tra la presenza e l’assenza dell’impianto, oppure tra diverse configurazioni emissive dello stesso.
Nella sua formulazione più semplice, lo scenario controfattuale coincide con la condizione “senza impianto” o “senza emissioni aggiuntive”, che rappresenta la situazione ipotetica in cui l’impianto non sia presente sul territorio o non contribuisca alle concentrazioni ambientali di inquinanti. Il confronto tra questo scenario e quello osservato o di progetto consente di stimare la quota di impatto sanitario attribuibile alle emissioni dell’impianto.
In molti casi, soprattutto nelle VIS ex ante, lo scenario controfattuale è utilizzato per confrontare scenari alternativi di progetto, ad esempio:
In conclusione, lo scenario controfattuale esplicita la domanda a cui si vuole dare risposta, e rappresenta il ponte concettuale tra evidenza scientifica e azione di sanità pubblica. Attraverso il confronto tra ciò che osserviamo e ciò che potremmo realisticamente ottenere, la VIS sull’inquinamento atmosferico rende visibili i benefici della prevenzione primaria e contribuisce a orientare decisioni più informate, eque e orientate alla tutela della salute della popolazione.
In questo senso si differenzia da uno studio epidemiologico, passando dalla valutazione dei rischi alla quantificazione degli impatti. E’ basata su evidenze sulla relazione fra fattore di rischio ambientale e esito di salute, e per questo è, come detto, particolarmente indicata come strumento di supporto alle decisioni. In questo senso una ulteriore raccomandazione per un utilizzo non speculativo di questo strumento è la sua applicazione in contesti in cui le misure stimate possano poi essere applicate tramite piani o programmi.
Esplicitare lo scenario controfattuale significa rendere trasparente il quadro di riferimento della valutazione e chiarire che l’impatto sanitario dell’inquinamento non è un destino inevitabile, ma il risultato di scelte ambientali, urbanistiche ed energetiche che possono essere modificate.